Elena Martire

Nata ad Alba nel 1988, si è laureata in Decorazione all’Accademia Albertina. Vive e lavora a Torino, dove è attiva nel campo delle arti visive e della formazione professionale.

 

 

“Metamorfosi: trasformazione di forma e di struttura, evoluzione, cambiamento”.

Metamorfosi: meraviglia del creato, cruccio, possibilità e stordimento.

“Io che nulla amo più dello scontento per le cose mutabili, così nulla odio più del profondo scontento per le cose che non posso cambiare”.

Bertolt Brecht

Due immagini.

Una giovane donna, con lo sguardo appena oltre l’adolescenza. Nitida, chiara, ben a fuoco, metafora, essa stessa, della sua visione delle cose, del suo presente.

Tutto è possibile, tutto è dovuto –

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“Che ore sono?”

“È pomeriggio, tutto ormai è pressoché chiaro... voglio andare, voglio lasciare, posso fare quello,... pretendo quell’altro...” - (Capricci.) - “Le mie idee sono ormai fissate”.

Un tableau-vivant familiare, antiteticamente autentico, fino al midollo.

Lo stesso volto, la stessa donna, ritratta da se stessa, in un autoscatto familiare.

Tutto a fuoco, eppure tutto così poco comprensibile. Paure, tentennamenti, desideri di ritorno, nodi da sciogliere, affetti... Gli Affetti... così vicini e pure così evanescenti nella loro bellezza.

(...)

Io, nessuno e 100.000, soli, distanti e vicini, ma qui, ora.

e.m.